ESPERIENZE COL METATRON: L’ACIDO URICO E IL MALE AI PIEDI

ESPERIENZE COL METATRON: L’ACIDO URICO E IL MALE AI PIEDI

Questa volta parliamo del caso di una donna di 91 anni, in buono stato di salute generale, in riferimento alla sua età, che è venuta nel mio studio perché accusava un recente dolore ai piedi che rendeva difficoltoso il camminare.

Effettuando il Metatron, è stato evidenziato, oltre al buono stato di salute, un accumulo di acido urico, probabilmente, causa del dolore ai piedi. Come prevede la Medicina Integrata, in seguito alla visita angiologica, cardiologica, nefrologica e all’esame ecografico addominale, è stata esclusa qualsiasi causa organica, quindi, con maggiore probabilità l’accumulo era determinato da fattori esogeni, come l’alimentazione e il fatto che beve molto poco, cosa molto comune tra le persone anziane, dato che lo stimolo della sete, con l’età, si riduce.

È stata effettuata la BIA-ACC e si è subito evidenziato un valore molto basso dell’acqua totale, che ha confermato che beve troppo poco, un metabolismo troppo acido con Sarcopenia di II grado, che sta iniziando a ridurre la funzionalità di organi come il fegato, i reni, il muscolo e l’osso.

Questi dati ci permettono di fare alcune riflessioni: innanzitutto, l’importanza dell’acqua nei processi metabolici, bisognerebbe avere un introito di acqua almeno pari al 3,5% del proprio peso, perché non dobbiamo dimenticare che noi siamo costituiti per il 65% di acqua e che la quasi totalità delle reazioni avviene nell’acqua, quindi, ridurre, eccessivamente, la percentuale di acqua totale vuole dire rendere più difficoltose le reazioni fondamentali che avvengono nel nostro organismo.

Il secondo punto, di cui non si parla abbastanza, perché anche questo aspetto è decisamente importante, il metabolismo alcalinizzante e acidificante. Il sangue presenta un pH, fisiologicamente, intorno a 7,365, questo valore è talmente importante che la natura ci ha fornito dei sistemi tampone presenti nel sangue, che rendono minime le variazioni, nonostante la grande varietà di cibi e/o farmaci, o sostanze esogene che vengono assorbite dal nostro organismo. Gli alimenti, in base alla loro natura, presentano un metabolismo acidificante (carboidrati, proteine, grassi) e basificante (frutta e verdura) che, a lungo andare, può influire sul pH finale del sangue. Quando i sistemi tamponi, presenti nel sangue, non riescono a neutralizzare le variazioni di pH, l’organismo, secondo il principio di conservazione, cerca di recuperare tamponi dagli organi che li contengono in maggiore quantità e, quindi, ossa e muscoli e questo è stato confermato dalla BIA-ACC.

Il fegato e i reni hanno evidenziato un’iniziale sofferenza dovuto allo scarso apporto di acqua.

Quindi, cosa fare? Innanzitutto, stimolare la paziente a bere acqua, magari associando un integratore di sali minerali, soprattutto di potassio, per reintegrare l’equilibrio idrico-salino anche di calcio e di magnesio ed impostare una dieta alcalinizzante e circadiana per ridurre e poi eliminare lo stato di acidosi metabolica determinato dall’alimentazione. Si può aggiungere la sera, insieme alla cena, a base di verdure, un supplemento alimentare proteico fortemente alcalinizzante per accelerare il ripristino del giusto pH sanguigno.

Anche questo caso è reversibile, quindi, spiegando alla paziente la situazione, e con un po’ di impegno da parte sua, è possibile ripristinare un buon stato di salute e di benessere e la capacità di camminare, nuovamente, in serenità.