ESPERIENZE COL METATRON: TIROXINA E BRUCIORI DI STOMACO

ESPERIENZE COL METATRON: TIROXINA E BRUCIORI DI STOMACO

Inizia, oggi, dopo una certa esperienza con questo meraviglioso strumento di analisi e trattamento, una nuova rubrica dove cercheremo la spiegazione di dati rilevati mediante l’analisi eseguita col Metatron, per fare delle ipotesi di diagnosi che poi, andranno confermate con ulteriori analisi. Questo restringe ampiamente il campo di indagine, già in fase preclinica, permettendo un grande lavoro di prevenzione, nella maggior parte dei casi; ma, anche ridurre i tempi di diagnosi nelle patologie conclamate e, quindi, un più immediato trattamento. E tutto con un’indagine, assolutamente, non invasiva e in tempi molto brevi, circa un’ora.

Oggi parleremo del caso di una giovane donna, ricca di impegni e che, per questo motivo, con una vita frenetica e un po’ sregolata. È venuta allo studio perché accusava bruciori di stomaco ripetuti che trattava con inibitori della pompa ionica.

Attraverso l’analisi del Metatron sono stati rilevati bassi livelli di tiroxina al livello dello stomaco, vediamo, quindi, il significato biologico di questo dato.

Sappiamo che la tiroide è la nostra centralina del metabolismo e la tiroxina è uno degli ormoni principali che produce.

Vediamo la fisiologia dello stomaco (https://www.gastroepato.it/stomaco.htm):

Le ghiandole gastriche.

La mucosa che pavimenta lo stomaco (tunica mucosa) contiene diversi tipi di cellule secernenti:

• Caliciformi, localizzate nel fondo, corpo e antro: secernono mucina;

• Principali o Peptiche, localizzate prevalentemente nelle ghiandole del corpo: secernono pepsinogeno, precursore inattivo dell’enzima proteolitico pepsina;

• Cellule ossintiche o parietali, localizzate nelle ghiandole del corpo: secernono acido cloridrico;

• Endocrine, presenti prevalentemente nell’antro gastrico: secernono gastrina, un ormone che stimola la secrezione di acido cloridrico.

Le ghiandole gastriche principali si trovano nel fondo e nel corpo dello stomaco e sono le più diffuse nell’organo. Sono collocate all’interno delle fossette gastriche (dalle 3 alle 7 ghiandole tubulari per fossetta). La parte di ciascuna ghiandola connessa con il fondo della fossetta gastrica è detta istmo, subito al di sotto di esso vi è il colletto, poi il corpo ed infine la base della ghiandola. Questa distinzione regionale è utile per comprendere la distribuzione delle cellule che concorrono a formare queste complesse ghiandole. Nella immagine sopra riportata sono evidenti i diversi tipi di cellule presenti in ciascuna ghiandola: cellule mucose, cellule parietali o ossintiche, deputate alla secrezione di acido cloridrico e cellule endocrine. La superficie antrale dello stomaco è ricoperta da cellule epiteliali mucose simili a quelle del collo delle ghiandole del corpo; sono assenti le cellule principali (secernenti pepsinogeno) e le cellule parietali, che secernono acido cloridrico. Nella regione cardiale sono presenti ghiandole tubulari composte da cellule mucose; le cellule principali e ossintiche sono pressoché assenti.

Il succo gastrico

L’acido cloridrico è prodotto a livello delle cellule parietali; la sua funzione è quella di intervenire sulle prime fasi della digestione modulando il pH gastrico, parametro fondamentale per processi quali la sterilizzazione gastrica, l’assorbimento duodenale di ferro e l’attivazione del pepsinogeno in pepsina.  Risulta nocivo se è secreto in quantità eccessive o quando viene a contatto con mucose diverse da quelle dello stomaco. Le cellule parietali sono la sede della pompa protonica, dove viene secreto l’acido cloridrico. La secrezione scatta in risposta della presenza di cibo nello stomaco. La Pompa Protonica altro non è che un H+ -K+-ATPasi ossia un enzima presente all’interno delle cellule parietali che si attiva dando origine all’acido cloridrico. La pepsina è un enzima indispensabile nel processo di digestione delle molecole proteiche, chiamato proteolisi primaria. Le cellule peptiche secernono un suo diretto precursore, il pepsinogeno, che viene attivato in pepsina, l’enzima attivo, ad un pH compreso fra 2,0 e 4,5. Di fatto non si parla di pepsina ma di pepsine, le cui differenze chimiche dipendono da un assetto genetico variabile (cromosoma 11): nell’uomo sono stati identificati 6 isozimi. La particolarità delle diverse pepsine è quella di essere inattivate ad un intervallo di pH tra 7,0 e 8,0. La mucina è la sostanza secreta dalle cellule caliciformi; in effetti si parla normalmente di mucine in quanto esistono diverse varianti chimiche di questa sostanza. Le mucine sono glicoproteine ad alto peso molecolare il cui contenuto è dato da un 80% di carboidrati e da un 20% di proteine. Il loro ruolo insieme agli ioni bicarbonato, i fosfolipidi di membrana (costituenti della membrana cellulare) e l’acqua è quello di formare una barriera di protezione.

Di fronte all’attività aggressiva di ioni H+ e pepsina, esistono:

fattori di difesa preepiteliali: muco, bicarbonati e fosfolipidi di superficie;

fattori epiteliali: resistenza e reintegro cellulare, fattori di crescita e prostaglandine, proliferazione cellulare;

fattori subepiteliali: come la microcircolazione, che rimuove il materiale retrodiffuso, ed i leucociti con funzione di “spazzini”.

Nell’uomo lo strato di muco che protegge lo stomaco è di circa 1-2 mm. Esso forma una barriera fisica perché separa meccanicamente la superficie mucosa, ma anche una barriera chimica perché in grado di neutralizzare parzialmente la secrezione di acido cloridrico. La secrezione del muco è stimolata dal contatto meccanico col cibo e, durante la digestione, lo strato mucoso varia per spessore da un’area ad un’altra.

Insulti ripetuti di tipo chimico (alcool) o fisico (sostanze che irritano meccanicamente la mucosa), esauriscono la capacità a secernere muco e lo strato superficiale mucoso si lacera, lasciando la possibilità di retrodiffusione idrogenionica che provoca danno subepiteliale. La riparazione può avvenire con la risalita di cellule colonnari dalle cripte della mucosa.

Regolazione della secrezione gastrica

La mucosa gastrica secerne quotidianamente una quantità variabile tra 500 e 3000 ml di succo gastrico. Esso è costituito da muco, acqua, elettroliti (tra cui prevalgono idrogeno e cloro, pepsinogeno e fattore intrinseco). Esiste una piccola secrezione basale continua di pepsinogeno e acido cloridrico, minima nelle primissime ore del mattino, ma la stimolazione massimale di questi due composti avviene con stimolo vagale. La gastrina, che è secreta a livello antrale e che viene prodotta dalla distensione gastrica indotta dal cibo e dall’innalzamento del pH gastrico, determina anch’essa una secrezione di pepsinogeno e acido cloridrico.

La stimolazione della secrezione acida gastrica avviene in tre fasi distinte:

cefalica, gastrica e intestinale, combinate fra loro:

1. nella fase cefalica le fibre del nervo vago sono eccitate da stimolazioni visive, olfattive o dal semplice pensiero del cibo. Esse, a loro volta, stimolano le cellule parietali, le cellule principali e le cellule dell’antro pilorico a secernere rispettivamente acido cloridrico, pepsinogeno e gastrina;

2. la fase gastrica è costituita dalla secrezione di acido determinata dall’ingresso del bolo alimentare nello stomaco ed è probabilmente regolata dalla gastrina;

3.la fase intestinale della secrezione di acido è sempre attribuibile alla gastrina intestinale, ma è notevolmente inferiore come importanza rispetto alla fase cefalica e gastrica.

La quantità totale di acido cloridrico secreto in condizioni di stimolazione è direttamente proporzionale al numero delle cellule parietali presenti nello stomaco; ciò spiega l’effetto di riduzione netta della secrezione di acido che si ottiene con la resezione gastrica.

L’inibizione fisiologica della secrezione acida comprende anch’essa tre fasi:

1. una fase cefalica in cui la stimolazione vagale, visiva od olfattiva, diminuiscono;

2. una fase antrale in cui la diminuzione del pH nell’antro per la presenza di quantità adeguatamente elevate di acido cloridrico determina un’inibizione della liberazione di gastrina;

3. una fase intestinale, in cui la distensione dell’intestino tenue determinata dagli alimenti evoca un riflesso inibitorio.

La secrezione acida viene inibita da alcuni ormoni prodotti dalla mucosa duodenale e intestinale.

Dove agisce la tiroxina (T4) al livello dello stomaco? In realtà, l’azione è indiretta perché la riduzione dei livelli degli ormoni tiroidei determina una riduzione della produzione della gastrina, riducendo, di conseguenza, la quantità di acido cloridrico che non permette una buona digestione del cibo, rendendone così più difficoltoso il passaggio al piccolo intestino. Col tempo, anzi, ben presto, inizia a prestarsi bruciore di stomaco, rigurgito e alitosi e carenze nutrizionali, perché è più difficoltoso l’assorbimento di nutrienti fondamentali come vitamina B12, ferro e calcio.

Quindi, che fare? Innanzitutto, un’indagine con la PPG per valutare lo stato della funzionalità del nervo vago, senz’altro, bisogna ripristinare la circadianità del cortisolo, sia attraverso esercizi respiratori ed anche attraverso un regime alimentare controllando, soprattutto, gli orari della nutrizione. Poi dare un chiaro messaggio di stimolazione, al mattino, alla tiroide con una ricca colazione, un pranzo più leggero ed una cena leggerissima, costituita da verdure.

Questa è una situazione reversibile che, con un po’ di impegno, ci permette di mettere da parte antiacidi ed inibitori della pompa ionica, risolvendo, quindi, il problema eliminandone la causa.